Paola e Paolo: due nomi che sembrano già una battuta e invece stanno benissimo insieme, come loro. Si sono sposati il 2 giugno, in una chiesa piena di stucchi e di orchidee bianche, seduti l'una appoggiata alla spalla dell'altro mentre il rito andava avanti.
È una posa che non ho chiesto io. È successa, e da fotografo di matrimonio è la parte più bella del mestiere: stare zitto e trovarsi nel punto giusto.
Il ricevimento è alla Tenuta delle Grazie, a Curinga: pietra, siepi tenute basse, la scalinata che scende in giardino. Quando è calata la sera, gli sposi sono entrati da lì, in mezzo a due file di fontane di scintille, con i lampioni bianchi ai lati e il muro di pietra alle spalle.
In mezzo, tutto il resto: gli abbracci dei parenti, i bambini che scappano fra i tavoli, i brindisi, la torta, la musica che sale di volume man mano che la notte va avanti.
Un matrimonio calabrese come si deve: caldo, rumoroso, pieno di gente che vuole bene.
Credits:
Ricevimento: Tenuta delle Grazie — Curinga (CZ)
Fotografo: GISKO — Giovanni Scozzafava (@gisko.info)
































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