Il portone della chiesa spalancato sul sole di luglio, e dentro quel rettangolo di luce le bambine che entrano per prime, corone di nebbiolina fra i capelli e sandali bianchi. Elèna arriva subito dopo, a braccetto, con il velo che le corre dietro sulla passatoia. Sono tre secondi, e sono quelli che poi resteranno.
Il matrimonio di Danilo ed Elèna ha tenuto insieme due cose che di solito si contendono la giornata: la compostezza del rito e la voglia di far festa. In chiesa nessuno recitava, e questo si vede.
Alla Tenuta delle Grazie, a Curinga, il pomeriggio si è allungato fra i muretti a secco, gli ulivi e i terrazzamenti che scendono verso la piscina. La luce di luglio qui fa un mestiere preciso: scalda tutto fino a tardi e poi lascia il posto alle lampade.
A notte, i fuochi. Sono partiti da dietro il gazebo di pietra e hanno acceso tutta la collina, con la piscina che se li ripeteva sotto e gli invitati fermi a guardare in su, in quel silenzio breve che viene prima dell'applauso.
Poi la musica, e la parte della serata che non si racconta: si balla e basta.
Credits:
Ricevimento: Tenuta delle Grazie — Curinga (CZ)
Fotografo: GISKO — Giovanni Scozzafava (@gisko.info)































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