Ci sono posti che stanno lì da sempre e a cui nessuno pensa come sfondo di un matrimonio, finché non ci entri con due sposi. Il chiostro della Biblioteca comunale di Lamezia Terme è uno di questi: archi, pietra chiara, un quadrato di cielo sopra la testa e un silenzio che in mezzo alla città non ti aspetti.
Per i ritratti di Christian e Anastasia siamo andati lì. Non c'era niente da costruire: bastano le colonne, la luce che nel corso del pomeriggio gira lungo il porticato e due persone che si guardano. Un chiostro fa metà del lavoro da solo — l'ombra è morbida, il fondo è pulito, e chi si sposa smette di pensare a come sta in posa perché il posto lo assorbe.
Giugno in Calabria vuol dire luce lunga e caldo vero. Dentro quelle mura si sta bene fino a tardi, e quando si esce il sole è già basso: è l'ora in cui la pietra diventa dorata e non serve altro.
Il ricevimento è proseguito alla Tenuta delle Grazie, a Curinga, a pochi minuti da Lamezia: una delle location che frequento di più in Calabria e che conosco ormai in ogni angolo.
Sposarsi a Lamezia Terme ha un vantaggio pratico che spesso viene sottovalutato: in una sola giornata si cambia scenario tre volte senza mai correre. Il centro storico e i suoi chiostri, la campagna verso Curinga, il mare del golfo di Sant'Eufemia a un quarto d'ora. Per chi fa il mio mestiere significa poter raccontare una giornata sola come se fossero tre.
Credits:
Ritratti: Chiostro della Biblioteca comunale — Lamezia Terme (CZ)
Ricevimento: Tenuta delle Grazie — Curinga (CZ)
Fotografo: GISKO — Giovanni Scozzafava (@gisko.info)





























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